Unità mobile di strada

L’ambito di intervento dell’unità mobile di strada è circoscritto a chi è in una condizione di forte vulnerabilità psico – sociale. I destinatari privilegiati sono tuttavia immigrate/i in prostituzione, anche minori, che vivono in condizioni di grave sfruttamento. Luogo dell’intervento: strade a lunga percorrenza e strade provinciali che collegano i Comuni della Provincia di Bari e della Provincia di Taranto.
Gli obiettivi

- effettuare una ricognizione conoscitiva delle condizioni in cui viene svolto il lavoro sessuale e delle caratteristiche che contraddistinguono il fenomeno nelle sue dislocazioni sul territorio e rilevamento del fenomeno nel contesto sociale, nella prospettiva di superare la stigmatizzazione e la discriminazione nei confronti delle donne in prostituzione;

- rilevare la presenza di comportamenti a rischio e definire una conseguente azione tesa ad incentivare il cambiamento dei comportamenti a rischio, offrendo alle donne in prostituzione, target difficilmente raggiungibile dai servizi sociosanitari del territorio, un’opportunità di informazione circa la tutela della salute in generale, la prevenzione sanitaria rispetto all’HIV e ad altre MTS e gli accessi possibili ai servizi pubblici e del privato sociale tramite un servizio di accompagnamento;

- rendere le donne in prostituzione come vettori di informazioni inerenti la prevenzione all’HIV/MTS e l’educazione alla tutela della salute nei confronti dei clienti e, di conseguenza, della popolazione in generale;

- favorire il contatto con le agenzie del territorio e, quindi, aumentare la qualità della domanda sia sulla tutela della salute, che sulle condizioni per percorsi alternativi alla prostituzione;

- promuovere l’autostima e l’autotutela delle persone prostituite.

 

I servizi

L’unità di strada utilizza strumenti di prevenzione mirati specificatamente per le donne ed i trasgender in prostituzione. Si tratta di opuscoli informativi su HIV, MTS e sulla sicurezza in strada. L’articolazione dei contenuti dell’informazione veicolata attraverso volantini riguarda:
- la prevenzione della salute delle persone contattate, la prevenzione dell’ Hiv, le infezioni sessualmente trasmesse e la gravidanza. Informazioni tutte finalizzate alla promozione della capacità da parte delle donne di gestire la sfera della propria salute, alla responsabilizzazione verso la cura del proprio corpo e al contenimento dei rischi derivanti da questa attività. Molte sono le sfumature che riguardano tale discorso dal sostenere la maternità responsabile al sollecitare una domanda di tutela della salute;
- i servizi presenti sul territorio, la possibilità di fruirne e di richiedere aiuto o assistenza;
- ​i diritti, innanzitutto quelli che la legge stabilisce a beneficio degli stranieri, prima di tutto il diritto di accesso ai servizi sanitari, ma anche quelli in ordine alle possibilità di soggiorno o di regolarizzazione e informazioni di carattere legale in senso ampio;
- ​le possibilità di fuoriuscita e affiancamento, aumentando la conoscenza degli strumenti a disposizione (in particolare quelli offerti dall’art. 13 della legge 228/2003 e dell’art’18 del D. lgs n. 286/1998), lavorando per una crescita “di consapevolezza e di autodeterminazione” per favorire e sostenere la scelta della donna di abbandonare la strada, delineando un futuro concreto e possibile.

Strettamente connesso all’offerta di informazioni sui diritti e sui servizi accessibili, si aggiunge un ulteriore intervento: facilitare l’accesso e l’accompagnamento ai servizi sanitari, ai servizi sociali pubblici e del privato sociale, esortando ad una “forma di educazione all’accesso”, incoraggiando le donne a recarsi negli ambulatori per le infezioni sessualmente trasmissibili, visite ginecologiche ed ostetriche, ed inoltre ricevere un counseling sanitario dai medici.